romanzo storico
romanzo storico
“La natura riposa immobile, come incantata. Pare quasi che lo scorrere del tempo si sia improvvisamente fermato. Tutto sembra immoto nel caldo e pastoso quadro crepuscolare di fine luglio: il lago, i canneti dietro l’Isolino, il bosco, Arona in controluce, il cielo ormai intaccato da dense striature rossastre, il sole ancora vivace, ma già ammorbidito. Gildo percepisce, camminando, tutto quell’armonico impasto di colori e l’idilliaca serenità che si effonde dalla natura. Il suo sguardo rimane puntato verso l’Isolino, ma la sua delicata sensibilità percepisce chiaramente, come altre volte aveva avuto il piacere di osservare, l’incanto di quella giornata che sta inesorabilmente veleggiando verso la foce del tramonto.”
Siamo nel Ducato di Milano, nei primi anni del ’400, sotto l’egida di Filippo
Maria Visconti. Ambientato lungo l’asse tra la Rocca di Angera e quella di Somma
Lombardo, con puntate nel Monferrato e nei territori dei Gonzaga, il romanzo
narra di attriti e ripicche tra il conte di Angera e Somma Lombardo, di amori
impossibili e di altre vicende personali che risentono della turbolenza del
tempo.
È il periodo in cui l’Inquisizione è sempre alla caccia di streghe e
dove
i Ducati, a suon di soldati di ventura, combattono l’un contro l’altro, creano
alleanze tramite matrimoni che hanno alla base momentanei interessi strategici e
si dissanguano economicamente. Un vasto affresco storico, con tanti protagonisti
e tante vicende che a volte si chiudono con gioia e altre con atroci sofferenze.
Ho impiegato circa un anno, tra ricerche storiche e stesura del testo ma, al di là della trama,
il focus è rivolto al ruolo delle donne che caratterizzano l’intreccio di queste vicende.
Donne apparentemente defilate, personaggi non principali che comunque condizionano le varie
situazioni. Come avevo scritto in un mio precedente romanzo “Le donne erano ombra dei loro
mariti, anche se questi si sentivano bene solo nella scia della loro ombra”.
La specificità dei luoghi, del contesto storico con tutti i riferimenti a streghe, Inquisizione,
le lotte tra il Ducato di Milano e la Serenissima dà quasi l’idea di un romanzo alla Ken
Follet.
Capisco che l’accostamento sia improprio, ma è solo per fornire una chiave di lettura…
| Daniele Ossola |