SOGNI A GAVIRATE …AMORI AD ANGERA

Scrittore Regista Attore

SINOSSI:

È un romanzo onirico, ambientato nel 1983 in provincia di Varese tra Angera e Gavirate, che riprende alcune circoscritte esperienze personali dell’autore che descrivono Ermenegildo Giacosa, il personaggio principale, un trentacinquenne dalla giovinezza apparentemente tranquilla ma costellata da amori inconcludenti o mai decollati. Tribolata vita adolescenziale, leader e cantante solista in un gruppo musicale, studi universitari interrotti e conseguente coinvolgimento nell’azienda di famiglia, una società di trasporti, che lo porta alla gestione diretta delle varie attività ricoprendo anche la carica di presidente dell’Associazione Trasportatori Basso Verbano. Individuo scorbutico, affabile e sensibile ma anche duro, freddo e cinico che solo davanti ad un bicchiere di Bonarda riesce a stemperarsi.

Episodi legati a prestiti bancari e al recupero del credito di clienti insolventi lo portano ad una tale prostrazione e delusione con il mondo intero, almeno quello che lo circonda,  tanto che in seguito ad una lauta cena sociale il suo subconscio gli propone un sogno articolato e complesso tanto da voler descrivere, una volta svegliatosi, gli aspetti essenziali che hanno caratterizzato alcuni personaggi a lui vicini, nel bene e nel male, in una sorta di nemesi storica o legge del contrappasso.

Il sogno inizia con un viaggio nel passafuturo dove un Re senza memoria, a capo dell’impero interplanetario di Saturnia, convoca i suoi sudditi. É la volta dei terrestri, robotizzati, i quali gli raccontano chi sono. Rappresentano alcuni anni emblematici di qualche secolo. Hanno un microchip con una memoria sterminata per illustrare quanto avvenuto in quel periodo. Ci sono poi anni, come il 2800 o il 3099 nei quali vicende interplanetarie descrivono mondi futuri. Il sogno si divide in trame correlate dove, in ciascuna di queste, il subconscio di Gildo si attribuisce il ruolo di giustiziere nei confronti di persone a lui conosciute e rievocate nelle varie vicende. Viene usato un tono colloquiale visto che sia il personaggio principale sia chi lo circonda non sono eccessivamente acculturati. Solo alcuni protagonisti del sogno usano un lessico più forbito.